Bergamo, pesanti accuse all'Inter

 Paolo Bergamo, l'ex designatore degli arbitri, finito nell'occhio del ciclone per lo scandalo calciopoli, torna a parlare delle intercettazioni e lancia, pesanti, pesantissime accuse, alla società neroazzurra. Già in passato aveva fatto riferimenti alla società di Moratti, come società più "attiva" nel telefonare agli arbitri. Ma adesso fa chiari e precisi riferimenti: era Facchetti il "telefonatore" più accanito.

"Qualcuno ha scelto alcune registrazioni - ha detto a l'ex designatore a "QN" - e ne ha buttate altre che non servivano ad un disegno preciso".
E' un'accusa, chiara, precisa quella lanciata dall'ex designatore arbitrale, Paolo Bergamo. Un'accusa che affonda le sue ragioni nella volontà di fare chiarezza sulla sua vicenda in primo luogo, senza voler difendere o attaccare nessuno. Ma quello che esce dalle sue dichiarazioni è davvero importante.

Quando gli viene chiesto se c'era una società che si lamentava e chiedeva un "occhio di riguardo" più delle altre, Bergamo non ha dubbi: "L'Inter si lamentava più di tutte. Sospettava di tutto, molti arbitri non gli erano graditi, le griglie non gli piacevano, Juve e Milan gli facevano paura. Il telefonatore più insistente? Giacinto Facchetti. Parlarne mi addolora per l'amicizia che ci legava dagli anni '60 e per la prematura scomparsa, ma la sua società, l'Inter, si lamentava più di tutte. Era sempre scontento ed io lo capivo perchè l'Inter faticava a vincere".

La situazione si fa, dunque sempre più ingarbugliata e la sensazione che inizia a serpeggiare tra gli addetti ai lavori e non è di un "agguato" scattato contro le "potenze" del calcio delgi ultimi anni, agguato nel quale sono cdute anche altre società, cme Lazio e Fiorentina che, DAGLI ATTI (ci tengo a sottolinearlo) dell'inchiesta, risultano non aver commesso alcun illecito.

Ma Bergamo non si ferma qui e lancia una domanda che ha molto il sapore di retorica: "Come mai agli atti ci sono soltanto le telefonate con qualcuno? Perchè mancano tutte le altre?' Spero che le indagini extra-calcio in corso facciano chiarezza. Forse non e' un caso isolato se De Santis ed io eravamo pedinati e intercettati".
Bergamo dunque punta pesantemente il dito contro l'Inter, l'unica squadra che non è mai entrata nelle intercettazioni: tutte le altre grandi, in un modo o nell'altro hanno avuto un "ruolo" in calciopoli. L'Inter niente di niente. Possibile che in tutti quei mesi in cui il telefono di Carraro, solo per fare un esempio, era sotto controllo, Moratti, Facchetti, Oriali o Branca non hanno mai chiamato l'ex Presidente Federale? Nemmeno a Natale? Nemmeno per fare gli auguri?
Davvero poco carino il comportamento dei dirgienti neroazzurri.

Le intercettazioni sono state procurate da Telecom, quindi Tronchetti Provera,  quindi, inevitabilmente, l'Inter. A questo punto anche i tifosi neroazzurri devono ammettere che qualcosa di poco chiaro in tutta la faccenda ci sia.

Bergamo passa poi a parlare delle telefonate con Luciano Moggi che avevano ad oggetto le griglie arbitrali: "Conosco Luciano da più di 30 anni. C'è stima reciproca, mi onoro ancora della sua amicizia, se ha commesso errori ne risponderà. Quei nomi di arbitri che fa in una telefonata scherzosa erano obbligati. Non decideva Moggi, ma il sorteggio". 

Ma le accuse di Bergamo non finiscono qui e vanno a coinvolgere Carraro, Borrelli, Rossi, e Ruperto.
Carraro, secondo Bergamo, "chiedeva delle cose imbarazzanti, ma io gli ho tenuto testa fino alle male parole. E anche queste telefonate dimostrano la mia indipendenza".
"Guido Rossi, Ruperto e Borrelli hanno commesso importanti errori. Sono entrati in un mondo che non conoscevano, con rapporti, amicizie, vezzi, consuetudini e parole che girano senza che mai si oltrepassi il senso di un leale rapporto fra addetti ai lavori. A Borrelli propongo un confronto pubblico".

Borrelli, sono sicuro, non accetterà: ammettere ora di essere stati "indirizzati" nelle decisioni e nell'inchiesta dalle amicizie personali (Guido Rossi è molto legato all'entourage di Moratti, essendo stato anche componente del cda dell'Inter), dalle antipatie personali (Borrelli e Berlusconi, quindi Milan,...c'è bisogno di aggiungere altro) vorrebbe dire sconfesare tutta l'opera compiuta. Col serio rischio di far scatenera violente reazioni tra i tifosi di chi ha GIUSTAMENTE pagato per quello che è venuto dalle intercettazioni. Ma il guaio è che, a questo punto, quest'ano la serie A non si sarebbe dovuta siputare, ma si sarebbe dovuto disputare solo un campionato di serie B.

Che Borrelli apra subito un'inchiesta per vedere se e quanto quello che ha detto Bergamo corrisponde a verità. E se così fosse, che chi ha sbagliato sopporti le stesse conseguenze di chi è stato già punito. 

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