Calciomercato Milan: si punta sul vivaio, la politica di chi non ha soldi

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Galliani annuncia la svolta: il Milan non andrà più a caccia di esosi campioni (cosa che non faceva già da un po'), ma farà crescere giovani per la prima squadra.

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Il mercato del Milan non sarà solo quello dei parametro zero. Non arriverà neanche, il 31 agosto, lo Zlatan Ibrahimovic in grado di ricaricare le pile ai tifosi e alla squadra. No, il Milan punterà sul vivaio. E pazienza se al momento in prima squadra c’è solo Mattia De Sciglio, gli altri arriveranno. Senza fretta.

Sì, la nuova politica firmata Adriano Galliani è questa. Se già da qualche anno, l’ad del Diavolo era costretto a fare le nozze con i fichi secchi, ora non ci sono più neanche quelli. Colpa del fair play finanziario, di Platini. O forse della Fininvest che ha i salvadanai vuoti.

Fatto sta che Galliani, come al solito grande comunicatore, ha fatto passare il bluff che questa sia una scelta e non un obbligo. Come se il ricco con le tasche bucate all’improvviso decidesse di abbandonare Versailles per andare a vivere a Montmartre. E non perché lì l’aria è migliore e ci sono gli artisti, ma perché alla reggia ti hanno sfrattato.

Parlando a San Siro, davanti a dirigenti, tecnici e giocatori delle giovanili, Galliani ha spiegato: “Non ci interessa vendere i nostri giovani per guadagnare due lire, ci servono per la prima squadra”. Io non dico che tutto questo sia sbagliato o che il Milan si stia muovendo male sul fronte vivaio. Anzi. Ma una grande come la squadra rossonera quanto tempo impiegherà per far imbufailre i tifosi se i risultati non arriveranno?

In Italia non è possibile adottare la linea dell’Ajax, tanto per fare un esempio. Prima di tutto perché da noi i tecnici e le strutture non sono organizzate come in casa olandese (benché il Milan abbia la Milan Academy, scuola per far studiare tutti gli allenatori del settore giovanile), poi perché un sesto - settimo posto non sarebbe tollerato. Neanche - o soprattutto - da chi ha fatto capire a Galliani che si deve arrangiare. E pazienza se i Maldini e i Baresi non crescono sotto gli alberi. La presidenza rossonera vuole i successi e i bilanci sani. Come volere una moglie e tante amanti. Prima o poi, perdi sicuramente la prima.

Foto - L'addio in lacrime di Pippo Inzaghi e degli altri rossoneri Foto - L'addio in lacrime di Pippo Inzaghi e degli altri rossoneri Foto - L'addio in lacrime di Pippo Inzaghi e degli altri rossoneri Foto - L'addio in lacrime di Pippo Inzaghi e degli altri rossoneri Foto - L'addio in lacrime di Pippo Inzaghi e degli altri rossoneri Foto - L'addio in lacrime di Pippo Inzaghi e degli altri rossoneri Foto - L'addio in lacrime di Pippo Inzaghi e degli altri rossoneri Foto - L'addio in lacrime di Pippo Inzaghi e degli altri rossoneri Foto - L'addio in lacrime di Pippo Inzaghi e degli altri rossoneri Foto - L'addio in lacrime di Pippo Inzaghi e degli altri rossoneri Foto - L'addio in lacrime di Pippo Inzaghi e degli altri rossoneri Foto - L'addio in lacrime di Pippo Inzaghi e degli altri rossoneri Foto - L'addio in lacrime di Pippo Inzaghi e degli altri rossoneri Foto - L'addio in lacrime di Pippo Inzaghi e degli altri rossoneri Foto - L'addio in lacrime di Pippo Inzaghi e degli altri rossoneri Foto - L'addio in lacrime di Pippo Inzaghi e degli altri rossoneri Foto - L'addio in lacrime di Pippo Inzaghi e degli altri rossoneri Foto - L'addio in lacrime di Pippo Inzaghi e degli altri rossoneri

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