Milan Gattuso: "Spogliatoio difficile, giovani come El Shaarawy ti rispondono"

Rino Gattuso se ne va e rivela: "Oggi i giovani vogliono fare i fenomeni, guadagnano tanti soldi e non gli puoi dire niente. Io avevo paura di Maldini e Costacurta".

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Cercato, intervistato. Triste. In lacrime. Questa l'ultima di Gennarino Gattuso con la maglia del Milan ieri a San Siro. Emozioni, ma anche parole chiare da parte di uno della vecchia guardia. Forse in casa rossonera le parole di Ringhio non avranno fatto immensamente piacere, ma tant'è, Rino non ha mai avuto peli sulla lingua.


"Lo spogliatoio di oggi è meno gestibile di quello di una volta. I giovani di adesso sono diversi da come eravamo noi". Starà mica per iniziare con una di quelle filippiche da pensionati sulle panchine, del tipo "si stava meglio quando si stava peggio?".

Non proprio. Gattuso ha qualcosa di importante da esternare, che arrivi alle generazioni future. A chi ora dovrà prendersi la patata bollente di uno spogliatoio, quello milanista, tutt'altro che tranquillo come all'esterno potrebbe sembrare: "Ai giovani di oggi non gli puoi dire niente. Guadagnano un sacco di soldi, fanno i fenomeni, hanno poca voglia di imparare".


Ma chissà a chi si starà riferendo il vecchietto rossonero. "Quando ero ragazzo io, Costacurta e Maldini si facevano rispettare non perché ci aggredivano". Attenzione che il nome salta fuori, anche se è un esempio (ma chissà quanto casuale): "Adesso capita per esempio che becchi El Shaarawy e pure lui ti risponde". Ahi ahi ahi, caro Faraone, è stato nominato! "Io invece avevo paura anche a scendere in campo per l'allenamento".


Il messaggio è chiaro. La patata bollente passa all'unico dei veterani che resta a presidiare lo spogliatoio, Ambrosini: "Lui già sta piangendo". E non di commozion (non solo, almeno). Ci vorrà un po' prima che al Milan si ricostituisca uno zoccolo duro. Nel frattempo, i giovani viziati potranno fare il bello e il cattivo tempo.


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