Chivu, le 4 giornate, le lacrime di coccodrillo e l'ironia di Moratti

Il rumeno dell'Inter si scusa e piange in diretta tv

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Le lacrime fanno audience. Anche quelle versate ieri sera da Chivu, dopo la gara con il Bari e il pugno a Rossi. Oggi è arrivata la squalifica per il rumeno, grazie alla prova: quattro turni di stop. Lui già ieri sera aveva chiesto scusa (e ci mancava pure che dicesse non l'ho fatto di proposito). Mi sento un uomo di merda ha proclamato urbi et orbi l'esterno nerazzurro. Poi è scoppiato a piangere. Difficile spiegare cosa è successo ha aggiunto. Ci proviamo noi. Forse Chivu sapeva di godere di una certa impunità - e non staremo qui a rispolverare le solite frasi su farsopoli e il lassismo delle istituzioni nei confronti dell'Inter - ma è andato un po' oltre. Ha esagerato, insomma. Ma alla fine ai nerazzurri è andata bene lo stesso. Ora vi spieghiamo il perché.

E' vero, Leonardo si troverà un poker di incontri difficili senza il suo fludificante di sinistro. Ma l'Inter ha chi può sostituirlo. Molto più grave sarebbe stato perdere Chivu ieri a partita in corso: un rosso avrebbe reso meno impari la gara contro i pugliesi. E chissà se alla fine sarebbe arrivata la sesta vittoria su sette incontri di Leo. Ecco perché alla Beneamata (dagli arbitri? dalla Figc? dall'Aia) è andata di lusso pure ieri sera. Quelle lacrime di coccodrillo da parte del rumeno non sono servite a impietosire il giudice sportivo che, d'altronde, si ritrova a dover valutare i fatti e non le reazioni emotive dei calciatori. In campo, invece, era stata un'altra storia. Con Romeo che ha ammesso oggi di essere impegnato a guardare da un'altra parte mentre Chivu boxava. Un po' come Morganti che a Palermo ha detto di aver visto una cosa per un'altra (ma cosa?) mentre Bovo giocava a pallavolo nella sua area di rigore.
Citiamo Palermo e la Juventus perché il presidente Massimo Moratti oggi non ha risparmiato una frecciatina ai bianconeri. Interpellato sulle proteste di Marotta & C., il petroliere ha sorriso: E' una cosa un po' nuova. Però devo dire che ho visto quella cosa lì e ha impressionato un po' anche me. Un po' come Chivu. Pure Bovo sapeva di poter osare (e come a Chivu gli è andata bene), solo che per i rigori non dati non esiste la prova tv. Basterebbe una moviola in campo. E che alcuni presidenti imparassero davvero a vincere, dopo non aver saputo perdere per tanti anni.

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