Pazzini, finalmente un attaccante italiano all'Inter (la rosea). E Balotelli?

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Sono piccolo, brutto e nero. Chi non ricorda, tra i meno giovani, Calimero? Così come chi non ricorda Mario Balotelli? Perché questo paragone? SuperMario non è piccolo, probabilmente neanche brutto, è solo nero. Eppure, c'è chi se lo è bellamente dimenticato. E non in un bar sport qualsiasi, ma niente meno che alla Gazzetta dello Sport. Sì, la rosea, per molti la bibbia del calcio, ha esaltato Giampaolo Pazzini come il primo attaccante italiano all'Inter dopo Vieri. Mah. Eppure, se per Calimero bisogna andare indietro di molto con la memoria, per Balotelli è sufficiente scorrere indietro il nastro di pochi mesi.

Sul blog milano.blogosfere.it, Massimiliano Bordignon è andato a rivedersi i numeri della punta, ora al Manchester City, che ricordiamo è italiano a tutti gli effetti essendo nato a Palermo. Per lui, in nerazzurro, 40 presenze in totale e 11 reti. Numeri da fuoriclasse che gli sono valsi anche la chiamata in Nazionale, prima Under 21, e poi maggiore. E non come naturalizzato, oriundo o grazie a un passaporto taroccato (nonostante si stia parlando sempre di Inter), ma come italiano vero. Come canterebbe Toto Cutugno. Insomma, una dimenticanza grave. Senza scomodare razzismo o altro, ci piacerebbe sapere perché tra Vieri e Pazzini Balotelli sia sparito. Non è certo uno che passa inosservato. Tanto più in una squadra che di giocatori italiani ne ha sempre avuti pochissimi, in ossequio alla sua denominazione intera, Fc Internazionale. Questa volta, la Gazzetta dello Sport si cosparga il capo di cenere. Forse non sarà più rosa, ma grigio-nera. Eppure, per noi rimarrà un quotidiano italiano.

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