Roma-Napoli: capolinea Europa per Luis Enrique, ma non sparate sul pianista

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Il Napoli distratto perde un'occasione d'oro, la Roma rimedia un pari che non servirà a molto. Squadra giallorossa contestata alla fine dalla curva.

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Roma e Napoli si rubano a vicenda la scena. Alla fine si annullano e vedono l’obiettivo Champions allontanarsi. O meglio, per i giallorossi è il capolinea del sogno, i partenopei se la giocheranno ancora, ma non possono non mordersi le mani per aver buttato al vento il 2-1 che ormai sembrava acquisito.

Nel primo tempo, invece, era stata la formazione giallorossa a menare le danze e a trovare il meritato 1-0 con Marquinho. Il Napoli versione 2, ovvero con una sola vera punta, non c’era.

Ma la rete di Zuniga a inizio ripresa deflagrava come una bomba che sterminava la sicurezza nell’accampamento romanista. E da quel momento esisteva solo la squadra di Mazzarri. Sfiorava e si divorava il vantaggio fino a trovarlo con un bellissimo gol di Cavani (fino a quel momento un fantasma).

A questo punto i campani erano terzi da soli. Con un calendario semplice e l’ideona di ripresentarsi l’anno prossimo nella Coppa che conta. L’Olimpico era incandescente, la contestazione scoppiava. La Roma era impaurita, il Napoli non faceva il 3-1 ma controllava senza affanni.

Clima surreale. Luis Enrique inseriva Tallo, punta della Primavera. La mossa della disperazione? Forse no. Era l’attaccante di colore a servire l’assist per Simplicio (che va a festeggiare con il figlio in tribuna): 2-2. Clamoroso. Impensabile. Se per la Roma si può parlare di squadra giovane, inesperta, fragile e che vive esclusivamente d’istinto, il Napoli non può davvero permettersi questi errori.

Perciò, non sparate sul pianista, ossia Luis Enrique. Uno che ha coraggio, che cammina a testa alta, che inserisce ragazzini come fossero campioni. Ricordatevi il Barcellona e gli illustri sconosciuti che giocano la Champions, tipo Tello (quasi Tallo, eh?). La Roma l’anno prossimo potrà andare lontano se si lascia lavorare l’allenatore. Ma siamo in Italia. Le contestazioni consegnano la testa dell’ex Barça su un piatto d’argento alla proprietà americana.

Un peccato, davvero. A me Luis Enrique piace. Abbiate il coraggio di tenerlo. Oltre le tempeste, ci sarà il sole. A De Laurentiis, invece, un consiglio: questo Napoli per vincere il titolo ha assolutamente bisogno di difensori con le palle.

P.S.: La curva giallorossa  imita quella genoana: Totti al fischio finale va a parlare con la curva inviperita. Poi se ne va annuendo. Mah…E Franco Baldini dalla tribuna prima e ai microfoni dopo dice: “Luis Enrique? Piuttosto vado via io”.

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