Luis Enrique stravince la sfida con il tecnico testaccino. L'Inter non è mai stata in partita, prendendo otto gol in due partite.
Quattro gol dal Palermo, ma quattro gol anche di Diego Milito. Quattro sberle dalla Roma (foto: infophoto) e niente dal Principe. L'Inter esce dall'Olimpico con le ossa rotte. E Claudio Ranieri crea ulteriore confusione dalla panchina (Poli per Pazzini nella ripresa, sotto 2-0). Una figuraccia che non andrà giù a Massimo Moratti. Il tecnico testaccino non rischia, ma il Biscione pare essersi definitivamente sciolto in campionato. Con la Champions unico appiglio per dare credibilità alla stagione.
E la Roma? Diverte e si diverte. Prende a pallate di neve l'avversario, s'innamora di Borini e acclama il secondo gol in una settimana da parte di Juan. Luis Enrique quest'anno deve accettare gli alti e bassi della squadra: dopo il 2-4 di Cagliari, la perentoria affermazione di oggi. In un progetto, ci sta.
Certo, i giallorossi hanno scelto la giornata giusta per dare spettacolo. Di quelle davanti, non ha vinto neanche una. Quasi ad aspettare la formazione capitolina, che a volte pare arrancare in questo torneo, ma continua a portare avanti l'idea del possesso palla e del gioco.
L'Inter deve recuperare in particolare le motivazioni. Alcuni giocatori, tipo Samuel, da ministro della Difesa si è trasformato oggi in barzelletta, letteralmente preso in giro da Borini. E proprio davanti ai suoi ex tifosi. Poi, in estate, bisognerà rigirare la squadra come un calzino. Il ciclo è finito da tempo. Del resto, Ranieri l'aggiustatore è semplicemente un traghettatore.
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