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Egitto: scontri tra tifosi, almeno 73 morti e oltre 200 feriti. Video e foto

Mercoledì 1 Febbraio 2012, 22:47 in Calcio e violenza di

Incredibile epilogo in un match della serie A egiziana: i tifosi della squadra ospite hanno invaso il campo e dato il via alla giornata di sangue.

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Assurdo. I tifosi di Al-Ahly e Al Masri, due squadre del massimo campionato egiziano, si sono scontrati al termine del match e il bilancio provvisorio è di 73 morti e oltre 200 feriti. Il campionato egiziano è stato sospeso a tempo indeterminato. Secondo le testimonianze delle autorità, gli scontri sarebbero avvenuti per ragioni calcistiche.

Tra le due tifoserie non corre infatti buon sangue. Dopo l'1-3 finale, i tifosi dell'Al Masri sono entrati sul terreno di gioco per cercare il contatto con gli ultras avversari. Pochissima la polizia presente, presa in mezzo e bersagliata dal lancio di pietre e bottiglie.

Le vittime sarebbero decedute quasi tutte per soffocamento o per ferite alla testa. Tra i feriti, anche alcuni giocatori della squadra di casa. "Lo spogliatoio si è trasformato in un obitorio", ha raccontato uno dei testimoni.

La televisione di Stato ha annunciato una riunione straordinaria per affrontare il problema della violenza. "Questo non è calcio. Questa è una guerra e la gente muore di fronte a noi. Non c'è nessuna sicurezza e nessuna ambulanza - il duro commento del giocatore dell'Ahli, Mohamed Abo Treika, al canale tv della sua squadra - Questa è una situazione orribile e oggi non potrà mai essere dimenticato".

Quando gli scontri erano al culmine, sono stati inviati due elicotteri per evacuare giocatori e tifosi dallo stadio di Port Said. I feriti sono stati trasportati negli ospedali militari. Le testimonianze sono agghiaccianti. "Tutti noi siamo stati brutalmente aggrediti", ha raccontato Ahmedi Fathi, laterale dell'Al Alhi. "Non c'era nessuno a proteggerci - il racconto del compagno di squadra, Mohamed Barakat - La nostra colpa è stata quella di giocare. Le autorità temevano di cancellare il campionato perché pensano solo ai soldi, non si curano della vita delle persone". Choccante il racconto dell'allenatore, il portoghese Manuel Josè: "Mi hanno preso a calci e pugni e poi sono finito in una stanza. So che alcuni dei nostri tifosi sono entrati negli spogliatoi e che i miei giocatori stanno bene, io non sono riuscito a raggiungerli".

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