La squadra di Luis Enrique non è stata brillante e ha sofferto le ripartenze di Di Vaio e compagni, che hanno sprecato troppo in contropiede.
Diamanti si prende tutti i fischi dell'Olimpico, ma porta via anche un punto contro una Roma in regressione rispetto alle ultime prestazioni in campionato. Diamanti, fantasista del Bologna, viene fischiato per lesa maestà nei confronti di re Francesco Totti, l'uomo dei record. Ma anche la presenza ingombrante che a Roma vale più del presidente della Repubblica.
Diamanti si prende un punto, ma avrebbe potuto portarne a casa anche tre se non fosse che Marco Di Vaio, autore dell'illusorio gol del vantaggio, oggi voleva vincere da solo il suo personalissimo derby contro gli odiati colori giallorossi. E così ha peccato di egoismo contro una difesa - Juan lento e inguardabile - che era ancora sotto choc per il passaggio del ciclone Juventus.
Totti non ha brillato. Tanto è vero che Pjanic ha fatto gol entrando di prepotenza nel suo territorio di caccia, ovvero andando a battere la punizione su cui Gillet si è disteso senza risultati.
Diamanti non ha brillato neanche lui. Ma per sapere quante volte toccava palla, era sufficiente alzare il volume. Quando Di Vaio ha fatto gol, è stato il primo ad andare ad abbracciarlo. Probabilmente, sperava di fare lo scherzetto ai capitolini, dopo aver sbeffeggiato la loro bandiera. E per fortuna che lo 0-1 è arrivato sotto la Curva Nord. Ve lo immaginate Diamanti, con il suo ghigno malefico, sotto la Sud a dire: "Gol, Gol"?
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