Primi interrogatori del 2012 a Cremona. Il procuratore conferma: "A breve i nomi dei nuovi indagati, che sono tanti".
Conferme, ancora conferme. L'ex capitano dell'Atalanta Cristiano Doni (foto: infophoto) è stato ascoltato oggi a Cremona nel quadro dell'inchiesta sul calcioscommesse e ha fornito ulteriori dettagli sulle partite truccate e sul suo ruolo all'interno dell'organizzazione.
"Eravamo d'accordo con il portiere del Piacenza che io avrei tirato forte e centrale. Ma il patto non era con Gervasoni, bensì con il numero uno piacentino Cassano". La partita finì 3-0 per l'Atalanta. Cassano, già citato in precedenti verbali, non è stato ancora iscritto nel registro degli indagati.
Doni ha voluto comunque ribadire di non essere un giocatore corrotto: "Ritiene di non aver mai fatto nulla contro la sua squadra, non è uno che si è venduto le partite. Ha sempre giocato per vincere". Parole del suo legale, Salvatore Pino. L'avvocato ha aggiunto che Doni ha confermato di voler collaborare: "E il pm si è detto molto soddisfatto".
Ancora su Atalanta-Piacenza, Pino ha precisato: "Cristiano ha saputo della combine quando era stata già decisa, non è stato lui a organizzarla. Il suo errore è stato non denunciarla, ma l'ha fatto per agevolare la vittoria dell'Atalanta. E' stato il suo passo falso. L'Atalanta era il suo mondo e ora invece è calato il gelo".
Il procuratore di Cremona, Roberto Di Martino, ha fatto capire che presto ci saranno nuovi indagati: "Ci sono tanti accertamenti positivi che confermano certe situazioni. Anche in riferimento alle nuove partite di serie A. Non ho ancora avuto il tempo di iscrivere nessuno nel registro degli indagati, ma sicuramente lo farò presto. Ci sono tempi tecnici da rispettare. I nuovi indagati sonoi tanti, ma quaranta mi sembra un numero eccessivo".
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