La società di Florentino Perez, dopo le rivelazioni dell'emittente Cadena Cope, chiede controlli più rigorosi sul doping. Da Barcellona indignazione per "le gravi insinuazioni diffuse"
Il Real Madrid ha accorciato le distanze dal Barcellona, che primeggia in Liga con 5 punti di vantaggio sui blancos. Ma cinque punti sono tanti e allora da Madrid hanno pensato bene di cavalcare l'onda doping, dopo che un giornalista di Cadena Cope ha parlato di dottori dalla dubbia reputazione al Barca e di Fuentes (quello che accusò anche la Spagna campione del mondo) come medico collegato al Valencia. Dal Real di Mourinho è partita immediatamente - tanto in fretta che viene da pensare che anche la campagna stampa sia stata ideata nella capitale - la richiesta di inasprire la lotta antidoping. Alla Federazione, in sostanza, si chiedono controlli più seri.
A stretto giro di posta, il Barcellona ha risposto con un duro comunicato ufficiale: Dopo le gravi insinuazioni diffuse ieri sera da 'Cadena Cope', il Barcellona vuole esprimere pubblicamente la propria indignazione assoluta per queste allusioni infondate che accomunerebbero il club a pratiche di doping, e vuole manifestare la propria condanna per azioni che non hanno niente a che vedere con il gioco limpido e che screditano gravemente l'immagine della competizione sportiva. Il Barcellona esige una rettifica immediata e annuncia che gli uffici giudiziari stanno già studiando azioni legale volte a difendere l'onore del Club, dei suoi tecnici, dei giocatori e dei proprio medici, obiettivo per cui è disposto ad arrivare fino in fondo. Le accuse hanno peraltro un effetto boomerang su tutto il calcio spagnolo, visto che i giocatori del Barça compongono lo scheletro della Nazionale iberica campione del Mondo in Sudafrica pochi mesi fa.
Offeso l'onore nazionale, insomma: il Barcellona sinceramente gioca un gran calcio, fatto di passaggi corti e possesso palla. Fisicamente la squadra non avrebbe neanche bisogno di aiuti extracalcistici: corre meglio, non di più.
Da Valencia comunicato simile di difesa, con l'aggiunta che Fuentes non ha mai lavorato per la società. E' intervenuto pure Jaime Lissavetzky, segretario di Stato per lo Sport: Il calcio spagnolo è pulito.
E non è mancata la voce di alcuni giocatori, tra cui Piquè, colonna blaugrana e della Nazionale: Chi dice che ci dopiamo, gioca con il fuoco.
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alle 15:39
Angelo Zanetti
Ma perchè non sono mai sudati anche dopo 90 minuti di gioco???
E come mai che agli europei la Spagna (8 undicesimi Barcellona) dopo la semifinale vinta ai rigori col Portogallo in finale era più fresca dell'Italia che aveva giocato solo 90 minuti con la Germania?
Attenzione blaugrana i farmaci che nascondono la fatica a volte provocano l'arresto cardiaco ed il coma irreversibile!!!