Moratti risponde a Calciomalato: Sudditanza? No, solo errori arbitrali

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Non c’è sudditanza psicologica nei confronti delle grandi squadre. Lo dice Massimo Moratti, presidente dell’Inter, al termine di un week end nerissimo per gli arbitri. Risponde così, il petroliere, a calciomalato che ieri ha parlato di un campionato da giocarsi ormai tra un fuorigioco e un colpo di pallamano. Il numero uno nerazzurro, a sei anni da Farsopoli, ha totalmente cambiato idea sugli enormi abbagli dei direttori di gara; essì, sei anni fa c’era la cupola moggiana, oggi si tratta soltanto di errori, cose che capitano.

Beh, è fin troppo chiaro che Moratti non potrà mai sbandierare ai quattro venti che rispetto a cinque anni fa non è cambiato nulla. Anzi, una cosa sì: il colore delle maglie di chi riceve settimanalmente favori. Oppure, dal mio punto di vista, se non c’è imbroglio oggi, non c’era neanche 5 anni fa. Semplicemente, chi vinceva era più bravo.
Moratti, nella sua disamina della giornata, ga anche autoironia (forse involontaria): Mi sembra ci sia stata una sorta di par condicio degli errori. Sarà. Questo week end Inter e Milan hanno vinto grazie a due errori decisivi, ma se andiamo a guardare la tabella delle topiche arbitrali, presidente, lei e la sua squadra siete abbondantemente in testa. Moratti analizza anche la rimonta sul Milan: I rossoneri hanno fatto la loro partita. Ce ne sono ancora tante da giocare, sempre meno ma ancora tante. Non credo che il Milan abbia il complesso di chi viene inseguito. Per il momento, non vedo segnali di questo tipo. L’1-0 al Cagliari, un po’ stentato a dire il vero, non preoccupa il presidente interista: Ultimamente abbiamo sempre vinto (a parte la partita con la Juventus, n.d.r.), quindi va molto bene. Nel gioco ogni tanto si può essere un po’ stanchi, ma la partita non era facile. L’importante era vincere. Nel secondo tempo può darsi che si sia pensato alla Champions, magari non volutamente. Forse era anche una forma di buonsenso.

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