Dov'è Adriano? In Brasile, naturalmente. Da ormai due settimane. E sono già i due viaggi rinviati all'ultimo momento per tornare nella capitale. La scusa? Colpa delle compagnie aeree. Intanto, però, l'imperatore si diverte tra una festa e un po' di sano shopping a Rio de Janeiro, firmando autografi e non smentendo le voci che si rincorrono da tempo: che l'attaccante voglia lo strappo con la Roma per poi essere libero di accasarsi al Corinthians. Ieri il neodirettore generale giallorosso, Montali, ha lanciato l'ultimatum: O il giocatore torna oggi oppure ci sarà la rescissione del contratto.
La sensazione è che in fondo la cosa non dispiaccia a entrambe la parti. Pure Unicredit infatti vedrebbe di buon occhio l'addio dell'esoso calciatore. Esoso e poco efficace nei mesi sotto la gestione Ranieri. Anche perché non sono passate neanche inosservate le marachelle del brasiliano nella sua terra: patente ritirata e foto che lo ritraggono a una festa alle 8 di mattina. Vecchi vizi che già gli erano costati l'addio all'Inter. E intanto Ronaldo lo chiama spesso al telefono per convincerlo a scegliere proprio il Corinthians: Vieni a giocare qui, ti diverti e non fai panchina. Difficile che Montella possa riservargli lo stesso trattamento. L'unico che al momento getta acqua sul fuoco è il procuratore di Adriano. Gilmar Rinaldi, che cerca di contenere la furia giallorossa con tranquillizanti: Torna oggi.
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