"Gli ultimi mesi mi hanno insegnato quanto sono brutti la bugia, l’ipocrisia, l’opportunismo di cui è pieno il mondo del calcio e non solo. Non voglio usare parole dolci e false proprio adesso, nel momento in cui vado via.Voglio essere sincero come lo sono stato dal primo giorno a Formello. Quello che dico può non piacere. Dal 2010 sarò un avversario, esulterò, abbraccerò compagni con una maglia diversa da quella biancoceleste. E cercherò di essere di nuovo felice come lo sono stato nei primi quattro anni in questa città che mi ha adottato che ero ancora un ragazzino.
Non è facile da accettare anche per quegli amici e quei tifosi che, malgrado tutto, hanno continuato a incoraggiarmi quando mi incontravano per strada. Le nostre strade adesso si dividono, divento un avversario. Con la massima lealtà, ma avversario".
Ho sempre dato e fatto di tutto per far vincere la Lazio assecondando i desideri del presidente ogni volta che me lo ha chiesto, quelli dell’allenatore, dei medici e dei compagni. Ho giocato stirato e infiltrato pure la finale di Coppa Italia sapendo che l’avventura si stava per concludere. L’ho fatto convinto, con entusiasmo perché la Lazio era diventata la mia casa".
Queste le parole di addio di Goran Pandev ai tifosi biancocelesti affidate alle pagine de Il Messaggero.
Il futuro dell’attaccante macedone, secondo le voci provenienti da Milano e non solo, sarà un ritorno al passato: è l’Inter di Massimo Moratti e, soprattutto, di Josè Mourinho la squadra che accoglierà Pandev nel 2010, quella per la quale Pandev giocherà stirato e infiltrato, quella nella quale cercherà di ricostruirsi una casa ed una vita, pensando di restarci per il resto della sua carriera.
Lotito, quando l’ha rilevata, ha salvato la Lazio dal fallimento.
Adesso, però, basta pensare al passato: i tifosi lo hanno già ringraziato abbastanza in quegli anni. Adesso per il presidente biancoceleste è arrivato il momento di fare le cose come vanno fatte: perdere due fuoriclasse come Pandev e Ledesma (perché tanto il centrocampista argentino farà le valigie senza portare un euro nelle casse societarie) e non rimpiazzarli è un errore enorme. Sia dal punto di vista tecnico che da quello economico.
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