Fabio Capello ha deciso di tornare a far parlare di sé anche in Italia.Dopo aver riempito le cronache sportive italiane per il suo passaggio "burrascoso" dalla panchina della Roma a quella della Juventus (dopo aver giurato e spergiurato che mai sarebbe andato ad allenare la squadra bianconera), dopo aver abbandonato proprio la Juventus nel momento più difficile della sua storia, dopo aver lanciato stilettate a destra e manca criticando tutto e tutti, il ct dell'Inghilterra si è soffermato sul ruolo dei tifosi italiani nel nostro calcio, facendo un confronti con quelli spagnoli ed inglesi.
E non c'è andato certo leggero...
"In Italia purtroppo comandano gli ultrà. Fanno quello che vogliono, sono liberi di insultare tutto e tutti. In Spagna è molto diverso: le famiglie vanno allo stadio, c'è grande rispetto dell'avversario. Una volta, quand'ero a Madrid, un tifoso mi tirò una pallina di carta: fu subito allontanato dallo stadio. In Spagna gli stadi sono di proprietà e quindi si possono strutturare a discrezione della società. In Inghilterra gli stadi sono sempre pieni. C'è voglia di andare allo stadio perchè non succede mai niente di grave e gli steward svolgono alla perfezione il loro compito. Mi dispiace moltissimo per quello che sta accadendo in Italia. Il declino si farà sempre più netto se non verrà applicata la legge. Bisogna che le istituzioni e i club prendano una decisione affinchè la gente torni allo stadio: un luogo più sicuro e più accogliente."
Ma quello dei tifosi inglesi come tifosi più sportivi in Europa è un luogo comune che va sfatato: le rigidissime leggi inglesi hanno portato, infatti, a vere e proprie guerriglie urbane lontano dagli stadi, con tanto di appuntamenti dati su internet. Trasferire il problema della violenza dallo stadio alla città non è risolvere il problema.
La risposta delle più alte istituzioni sportive italiane non si è fatta attendere ma, come troppo spesso accade, è una risposta poco incisiva.
Il presidente della FIGC, Giancarlo Abete ha affermato che: "Non è vero che in Italia comandano gli ultrà. Spesso si trasferisce un'immagine distorta del nostro tifo, confondendo il comportamento di pochi con quelli di molti. I risultati ci mostrano che gli episodi violenti sono in calo, e la tessera del tifoso in questo senso è una grande opportunità per le società stesse. Chi ha problemi con la giustizia non è d'accordo? Pazienza".
Il numero uno del CONI, invece, ha attaccato direttamente il ct inglese, dimostrando di non avere argomenti: "Non è vero che gli ultrà fanno quel che vogliono. Capello ha allenato in Italia e io sono un suo amico, ma non mi va che quando si è all'estero ci si esprima negativamente sul proprio paese. Queste parole non mi fanno felice e lasciano il tempo che trovano, é facile parlare dal di fuori."
Ci mancava solo la frase "bugiardo adesso ti si allunga il naso".
Capello non sa ciò che dice, ma se la "difesa" del calcio italiano è nelle mani di Petrucci e Abete...quasi quasi rimpiango Matarrese.
No, vabbè, scherzavo...
Semmai dalle parole di Fabio Capello si potrebbe e dovrebbe prendere lo spunto per radicare l'idea della necessità che le società di calcio siano proprietarie del proprio stadio: non tanto e non solo per il ritorno economico e per fargli aprire centri commerciali e megastore, quanto perchè, con lo stadio di proprietà, saranno loro le prime ad essere impegnate nella lotta contro la violenza.
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