Riceviamo e con commozione vera abbaimo deciso di pubblicare una lettera toccante, di un calciatore friulano, che non ha mai calcato i campi di calcio della A, ma che giocava per la passione che muove tutti noi per questo sport, quella che forse dovrebbero ritrovare i ricchi e viziati calciatori che hanno tutto e in A ci giocano senza pensare troppo al mondo fuori. Naturalmente omettiamo per rispetto nome e provenienza dell'interessato riportando i passi essenziali. Che siano d'aiuto per molti.
”Mi chiamo S., friulano, da 6 anni sono malato di SLA, mi trovo fisicamente nella stessa condizione di Borgonovo. Per 25 anni ho giocato a calcio, tra giovanili e prime squadre, nelle varie categorie dilettanti in diverse squadre del Friuli. Vorrei dare risalto al fatto che sicuramente ci sono diversi calciatori dilettanti friulani come me malati di SLA, che probabilmente non sono conteggiati nel 6 volte maggiore incidenza nei calciatori rispetto a chi non lo è stato. Questa mia considerazione potrebbe ancora di più spostare l'attenzione verso il calcio e SLA con conseguente maggiore interesse al problema, anche se dispiace constatare che solo quando sono colpite persone conosciute c'è interesse per una malattia non solo nel calcio ma in tutti i settori, per cui ben vengano queste iniziative!!!”
Oggi sarebbe dovuta ripartire, dopo la pausa natalizia, la mia serie di articoli (“inchiesta” è un termine che lascio ai magistrati) sulle malattie legate al calcio, su quelle che possono esserne la causa, sul doping, su cosa si avvicina al doping ma non lo è e sul modo in cui viene affrontato questo problema, in Italia e all’estero.
Da oggi, quindi, e per i prossimi mesi, ogni martedì (alle 15) avrei ricominciato a raccontare insieme a voi (perché un blog si fa insieme e di questo argomento si DEVE parlare tutti insieme) storie che parlano di un qualcosa che, nonostante quello che si sente in giro, è ancora molto presente nel mondo del pallone. Lo scopo, non mi stancherò mai di scriverlo, non è puntare il dito contro questa o quella squadra, contro questo o quel giocatore: è solo quello di parlarne, cercando di trovare insieme qualche risposta o, semplicemente, ricordare a tutti i giovani che si affacciano al mondo dello sport che non vale la pena farlo, se non lo si fa nel rispetto dei suoi principi e di quelli legati alla salvaguardia della propria salute.
Oggi volevo parlare di altre storie ma, leggendo questa lettera su udineseblog.it, ho deciso di dare risalto a questa storia, rinviando il tutto di una settimana.
Mi sono reso conto, infatti, che la SLA è, sempre di più, la “malattia del calcio”, e lo è ancora di più nel mondo dilettantistico per il semplice, atroce fatto che dei malati tra i dilettanti (o tra chi non ha mai giocato a calcio), non se ne occupa nessuno: il grido di disperazione lanciato da “S.” è la dimostrazione che la “stronza” colpisce più forte tra dilettanti e “persone comuni”. Colpisce più forte perchè fa meno rumore e, quindi, è ancora più subdola.
Spero che “S.” avrà la forza ed il coraggio di uscire allo scoperto, come ha fatto Borgonovo, dichiarando guerra a questo atroce male, dando l’esempio a tutti coloro i quali dovessero ritrovarsi nelle sue stesse condizioni. Ex calciatori o no.
Calciomalato sarà pronto a schierarsi accanto a tutti loro.
"Il compianto Gianluca Signorini l’hai avuto come compagno al Genoa.
Lo sfortunatissimo Stefano Borgonovo invece allenava i Pulcini durante il tuo ultimo anno di calciatore a Como.
Cosa pensi della Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA)? Da ex calciatore ne sei spaventato?
O pensi come sostiene Borgonovo che il calcio non ne sia colpevole?
Eppure i dati in merito sembrano esser inequivocabili.
E’ un argomento terribile per me.
Per la SLA purtroppo ho perso pure un cugino, anche lui calciatore.
Non me la sento di colpevolizzare il calcio anche se i dati fanno riflettere…."
Il pezzo è preso da un'intervista fatta a Michele Padovano, ex Juve, Como e Genoa. Penso che sia un altro piccolo mattoncino che cade in questo muro immenso che nelle "stanze dei bottoni" hanno costruito omertosamente intorno al calcio "malato".
chiedo scusa per la mia poca chiarezza. la mia frase sull'attesa era davvero solo quello che letteralmente significa: io sono approdato a questo blog leggendo i post pubblicati un annetto fa, piu' o meno, sulle terribili storie di giocatori come Beatrice, Taccola (morto nello stadio il cui nome ho scelto come nick), Lombardi, sulle rivelazioni di Mazzola jr, sui libri di Petrini... tutte cose delle quali nel mondo dell'informazione sportiva "ufficiale" si parla il meno possibile perche' rivelerebbero la faccia piu' sporca dello sport piu' appassionante del mondo.
Percio' il senso del mio "attendo con impazienza" era davvero senza ironia: attendo davvero perche' davvero sono interessato a saperne di piu'.
E' vero che sono spesso ironico, ma non sulle cose serie e tragiche come questa.
L'unica cosa che non mi piace di quanto hai scritto, però, è la tua prima frase.
Ci vedo qualcosa di "partigiano", nel senso di schierato da una parte: forse è il timore di non essere capito. "L'annunciata serie di articoli" è stata da me preparata (ma nel mio lavoro rientrerà anche quello che mi ha spedito Luca perchè un blog è fatto da tutti quanti quelli che lo leggono) per parlare di doping, per raccontare storie di malattie che, come la SLA, tornano troppo frequentemente nelle cronache calcistiche e che fanno sorgere forte il sospetto che qualcosa di "strano" ci sia stato.
Magari non sarò riuscito a farlo, ma, guai a chi si azzarda ad usare il mio lavoro per sostenere tesi del tipo "quelli si dopavano, e quelli no" o per accusarmi di essere tifoso di questa o quella squadra.
Perdonami lo "sfogo", ma ho letto un po' di ironia, un voler mettere le "mani avanti" da parte tua, come se volessi dirmi "tanto lo so che alla fine parlerai solo di quella squadra o che non parlerai di quel processo". Magari mi sono sbagliato ma, per evitare fraintendimenti, le mani le ho messe avanti anche io...
Concordo pienamente con tutto ciò che hai scritto amsicora...
Affrontare il problema dal calcio dilettantistico può essere complicato...ma non impossibile...
Forse per semplificare le cose si può "rovesciare" il tuo punto di partenza: invece che cercare i dati andandoli a prendere dalla Federazione, potrebbero essere gli eventuali ragazzi colpiti dalla SLA a fornire i propri. Per questo dico e continuerò a dire che la cosa importante è che se ne continui a parlare, che ragazzi come "S." trovino la forza per uscire allo scoperto.
Ma la forza la possono trovare solo se si rendono conto di essere ascoltati.
E, nel mio piccolo, metto a loro disposizione il mio blog.
attendo con impazienza l'annunciata serie di articoli.
Con riferimento a questo post, temo purtroppo che ogni indagine sulla relazione tra SLA e calcio dilettantistico sara' comunque parziale e farraginosa, per l'evidente problema che per i calciatori professionisti e' agevole consultare tabellini e almanacchi per scoprire chi ha giocato dove, quando, quale staff medico lo ha assistito ed eventualmente che infortuni di una certa gravita' ha riportato.
Per il calcio dilettantistico cio' non dovrebbe essere possibile poiche' i dati sono molto piu' numerosi e piu' dispersi; le fonti dovrebbero essere i vari comitati regionali e provinciali della FIGC, ma temo che i dati relativi ai vari calciatori vengano periodicamente distrutti (e parlo del semplice tesseramento, non del numero effettivo di partite giocate da ciascun giocatore), per non parlare degli eventuali infortuni.
Insomma, credo che un lavoro davvero scientifico sia possibile solo per i calciatori professionisti o semi-professionisti.
Peraltro, considerato che per l'Italia si dovrebbe disporre dei dati completi relativi almeno agli ultimi 30-40 anni, qualcosa di buono puo' essere fatto, e dalle interviste che ho letto il magistrato Guariniello ha gia' iniziato qualcosa...
Per l'altro "pezzo" lo aspetto con impazienza da tempo...
Per quanto riguarda il resto...
Non lo so, Luca, sinceramente mi sembra eccessivo...
P.S. Se vuoi poi l'altro "pezzo" di cui ti avevo parlato, te lo mando alla tua casella di posta.
A dire il vero non mi sono poi stupito così tanto a leggere che la SLA sia arrivata anche nel calcio dilettantistico.
Certo, uno si immagina il calcio dilettantistico come pane e salame e la bottiglia di rosso, o le mitiche cipolle crude mangiate alle 8 del mattino dalle squadre di peruviani, ma questo è vero solo per i dopolavori e i bar sport.
Come si sale un attimo di categoria, infatti, si entra nel campo delle squadre "satelliti". Vivai e scuole calcio messi in piedi e gestiti con i soldi di una "grande", Come il Pozzomaina per la Juve, il Vianney per il toro, e così via.
Facciamo ora un passo indietro e, per evitare di aprire la porta ai soliti imbecilli, permettimi Sabino di rientrare un attimo nelle nostre amate "Cronache di Ciarlatania"... ...tanti anni fa, nel Reame di Ciarlatania, avvenne che alcuni dei cavalieri di una certa Compagnia d'arme, furono colpiti da una strana malattia o maledizione.
Quello che più stupiva era, però, che questa malattia o maledizione che fosse, non colpiva i Cavalieri più famosi e valorosi, bensì Fanti, Scudieri e Seconde linee.
Un giorno, uno di questi Fanti, sbottò e gridò in piazza: "Ma quale maledizione! E' da anni che ci usano come cavia per provare delle droghe che ci danno coraggio in battaglia! Le provano su di noi e -se vanno bene- le danno ai Cavalieri!"
...ma purtroppo nessuno lo ascoltò.
Oggi la storia può essere simile, ma in un certo senso ancora più cinica. Allo stesso modo di certe fabbriche, che spostano le lavorazioni pericolose o inquinanti in paesi del Terzo Mondo, le "grandi" del calcio possono avere mandato i loro "sciamani" a fare i loro esperimenti in squadre piccole, dove non c'è il grosso nome, dove chi si ammala o muore non fa notizia.
Per questo non dobbiamo MAI smettere di dare voce a tutti quelli come "S.", per i quali non c'è un TG o un Giornale che ne racconta la storia.
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alle 23:46
marty
di natale sono una tua grande fan, volevo chiederti di digli a guidolin se si ricorda di un certo zorzutti dario di spessa. e della ragazzini di cui lui se ha ancora la foto che ha firmato.grazie