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Calciomercato, senza Kakà il Manchester City rimane con un pugno di mosche? In realtà sono già pronti i nuovi obiettivi…(prima parte)

Sabino Lops avatar Mercoledì 21 Gennaio 2009, 08:00 in Calciomercato di Sabino Lops

Il no di Kakà al Manchester City ha riportato con i piedi per terra lo sceicco Al Nahyan, resosi improvvisamente conto che non basta avere un pozzo pieno di soldi per acquistare i giocatori più forti del pianeta.

Ma la storia non è certo finita qui.

Pur non essendo un tipo abituato a sentirsi dire di no troppe volte, Al Nahyan ha preso atto della decisione del giocatore rossonero con molta signorilità, senza rilasciare alcuna dichiarazione “piccata”.

Non così ha fatto il presidente esecutivo Garry Cook, convinto di salire sull’aerea per Manchester con accanto il brasiliano, ma costretto a sedersi accanto ad un sedile vuoto.

Non deve essere stata una bella sensazione per lui, tanto che, una volta atterrato, è parso molto nervoso: "Il giocatore era chiaramente in vendita e avevamo raggiunto un accordo confidenziale già diverse settimane fa, ma secondo me il Milan l'ha imbottigliato. Dopo tre o quattro incontri era parso abbastanza chiaro che Kakà fosse in vendita e noi eravamo stati piuttosto chiari sull'intenzione di ingaggiarlo. Nell'ultimo incontro però sono emerse questioni che non potevano essere risolte, credo che la politica e la pressione dell'opinione pubblica abbiano di fatto cambiato lo scenario".

Insomma, se Kakà non è stato ceduto al Manchester è, secondo Cook, perché Berlusconi avrebbe perso troppi consensi dall’elettorato.

Sul contenuto della dichiarazione di Cook non mi esprimo perché non amo mischiare il calcio con la politica. Dico solo che, quando salta un affare, le dichiarazioni dei dirigenti che tornano a mani vuote sono sempre improntate a scaricare la “colpa” del fallimento della trattativa sull’altra parte.

Comunque siano andate le cose, la Milano rossonera ha tirato un enorme sospiro di sollievo ed ora, con Kakà, è pronta a sferrare l’assalto al primo posto in classifica, lontano solo 6 punti, pensando che, adesso, potrebbe toccare ad altre tifoserie temere per l’addio dei loro beniamini.

Si perché Al Nahyan avrà accettato con signorilità il no del brasiliano, ma la sua idea di costruire una squadra di campioni non l’ha ancora abbandonata. Gli occhi dello sceicco arabo, quindi, restano tutti fissi sul campionato italiano e sui campioni che giocano in Serie A.

Inter, Juventus, Roma e Napoli siete avvertite…

(continua alle 08.20)
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