EURO 2008, la Spagna Campione d’Europa

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Quarantaquattro anni dopo, la Spagna sale sul tetto d’Europa grazie a una rete di Fernando Torres, e supera la Germania di Loew.

La squadra tedesca ha potuto davvero poco contro le “Furie Rosse”, guidate da un Fabregas straordinario ed un Torres davvero fenomenale: per l’attaccante del Liverpool, oltre al gol, anche un palo sullo 0 a 0.

Germania-Spagna 0-1
33' Torres (S)

Germania (4-2-3-1): Lehmann; Friedrich, Mertesacker, Metzelder, Lahm (46' Jansen); Frings, Hitzlsperger (58' Kuranyi); Schweinsteiger, Ballack, Podolski; Klose (79' Gomez).
All.: Löw

Spagna (4-1-4-1): Casillas; Sergio Ramos, Marchena, Puyol, Capdevila; Senna; Iniesta, Xavi, Fabregas (63' Xabi Alonso), Silva (66' Cazorla); Torres (78' Guiza).
All.: Aragones

Arbitro: Rosetti (ITA)
Ammoniti: Ballack (G), Casillas (S), Torres (S), Kuranyi (G)

All’appuntamento con la storia le squadre si presentano con il loro schieramento tipo: Loew sceglie il 4-2-3-1 con la coppi di granatieri Mertesacker e Metzelder davanti a Lehmann e con il recuperato Ballack sulla linea di Podolosky e Schweinsteiger, dietro all’unica punta Klose. Il settantenne Aragones, invece, risponde, con il 4-1-4-1 posizionando Senna davanti la difesa a togliere spazio al capitano tedesco e un centrocampo estremamente tecnico, con Fabregas a sostituire l’infortunato Villa.

L’inizio dell’incontro vede le squadre partire con il freno a mano tirato, complice la tensione.
E’ la Germania, però, a svegliarsi per prima dal torpore iniziale e ad impensierire gli avversari: al 9’ è Hitzelsperger a spedire tra le braccia di  Iker Casillas il primo tiro della partita. La Spagna sembra spaventata dai tedeschi, ma più per il blasone degli avversari che per le occasioni create: quando si rende conto che la squadra di Loew non fa paura come il suo passato, le Furie Rosse iniziano a macinare il loro gioco. Al quarto d’ora Iniesta dalla fascia lascia partire un cross che sembrerebbe innocuo, ma Metzelder goffamente interviene sulla palla e per poco non ci scappa l’autogol: miracoloso è, infatti, l’intervento di Lehmann che devia il pallone in calcio d’angolo. Ancora il portierone tedesco protagonista: prima neutralizza una punizione di Xavi, poi controlla un colpo di testa di Torres alto sopra la traversa e, infine, si fa aiutare dal palo per sventare, al 23’, un altro colpo di testa del Niño. Dopo due episodi in area spagnola che fanno gridare al rigore i tedeschi (ma in entrambi i casi non c’erano gli estremi per la concessione della massima punizione) arriva il gol spagnolo: Senna sembra voler lanciare in profondità Torres che, però, sarebbe in fuorigioco, se non intervenisse Fabregas sul pallone; controllo del centrocampista dell’Arsenal che prima permette all’attaccante di rientrare dall’off-side e poi lo lancia verso la porta tedesca. Sulla palla è, però, in vantaggio Lahm che, incredibilmente, si lascia superare dall’avversario che, in allungo, riesce anche ad anticipare Lehmann in uscita disperata. La palla rimbalza due volte prima di depositarsi nella porta tedesca: 1 a 0 per gli spagnoli e gare che, per i tedeschi, si fa maledettamente in salita. La Germania sparisce dal campo e deve ringraziare Silva che, poco più di 60 secondi dopo il gol, calcia malissimo su un grandissimo invito di Iniesta. La reazione dei tedeschi è racchiusa nei due calci d’angolo che, nel finale di tempo, vengono assegnati da Rosetti. Un po’ pochino, onestamente.

La ripresa si apre con una novità tra i tedeschi: Löw sostituisce Lahm con Jansen, probabilmente a causa dell’errore sul gol. La Germania, però, non riesce a ribaltare il risultato né a mostrare una reazione degna di tal nome: gli spagnoli possono, quindi, giocare il loro calcio preferito, fatto di contropiede e velocità, e si rendono ancora più pericolosi degli avversari. Un gran tiro di Xavi chiama Lehmann ad una grande deviazione mentre, sul corner successivo, Silva calcia di sinistro sul fondo senza avere la fortuna di colpire una delle tante gambe che avrebbero potuto deviare la palla alle spalle del portiere tedesco. Al 60’ la Germania si fa vedere: Schweinsteiger serve una buona palla al capitano Ballack che, di destro, calcia fuori di poco. Le sostituzioni non cambiano l’inerzia della partita: è sempre la Spagna a rendersi pericolosa e sfora al 68’ il gol in tre occasioni. Prima tocca a Sergio Ramos, con Lehmann pronto a respingere a mano aperta; poi è la volta di Iniesta che, per due volte, si vede respingere il tiro prima da Frings e poi da Lehmann. Ancora sempre e solo Spagna: all’81’ Cazorla crossa per Güiza che serve a Senna un palla che andrebbe solo spinta in rete se il centrocampista fosse stato un metro più avanti. La Germania cerca di attaccare ma lo fa in maniera confusionaria: gli ultimi 5 minuti sono più che altro palloni messi in mezzo con la speranza di trovare una deviazione vincente senza crederci nemmeno più di tanto.

Dopo 3 minuti di recupero Rosetti fischia la fine dell’Europeo e l’inizio dei festeggiamenti in tutta la Spagna: 44 anni di attesa per le Furie Rosse prima di tornare sul tetto d’Europa.

Tra 4 anni saranno 44 anni dal trionfo italiano a Roma…hai visto mai…

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  • nickname Commento numero 1 su EURO 2008, la Spagna Campione d’Europa

    Posted by:

    torres es un grande!!!!!!!!!!! Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 2 su EURO 2008, la Spagna Campione d’Europa

    Posted by:

    complimenti alla spagna successo meritato Scritto il Date —