La Gazzetta dello Sport di ieri rilancia una notizia che, negli ambienti romani e romanisti, circola da qualche mese: Carletto Ancelotti, attuale tecnico del Milan, potrebbe essere l’erede di Luciano Spalletti sulla panchina giallorossa che, dal canto suo, andrebbe ad allenare proprio i rossoneri.Questa eventualità, a dire il vero, è sempre stata presa in considerazione non prima della stagione 2009/2010 (vale a dire dopo la fine della prossima) visti i contratti che legano i due allenatori alle due società.
Ma la notizia di un incontro tra Spalletti e i dirigenti rossoneri il giorno di Pasquetta, annunciata da Tiziano Crudeli sabato pomeriggio nell’intervallo di Cagliari-Roma su 7Gold, e rilanciata dal giornale milanese, sembra la conferma che, prima di quella data, si muoverà “qualcosa”.
Ci sarà davvero, quindi, questo scambio di allenatori tra rossoneri e giallorossi?
Secondo me è difficile che ciò avvenga.
Ma non impossibile.
E’ solo il suo passato giallorosso ad averlo spinto a rilasciare questa dichiarazione?
"La sconfitta nel 1984 contro il Liverpool in Coppa Campioni é stata una grande delusione che é andata avanti nel tempo e andrà avanti fino a quando non ci sarà un riscatto. Chi lo sa che non possa esserci già quest’anno".
Già. La Coppa dei Campioni (oggi Champions League).
Proprio la massima competizione europea potrebbe essere la chiave per capire cosa può succedere alle panchine di Milan e Roma: se i giallorossi dovessero trionfare a Mosca, infatti, molto difficilmente Spalletti lascerebbe la capitale prima di andarsi a giocare la Coppa Intercontinentale (lo so, oggi si chiama “Mondiale per club” ma io sono un sentimentale…).
Lo stesso discorso potrebbe valere nel caso in cui il Milan non dovesse riuscire a centrare la qualificazione in Champions League: ma in questo caso, sarebbe più “semplice” per i dirigenti rossoneri convincere il tecnico toscano ad intraprendere la nuova avventura. Rilanciare il Milan come è stata rilanciata la Roma, aprendo un nuovo ciclo nella Milano rossonera.
Il nome di Spalletti per il Milan è l’unico per il quale si derogherebbe alla politica di assumere allenatori costruiti in “casa”: Donadoni, infatti, non convince pienamente
sulle capacità di gestione di un gruppo che deve tornare a vincere, mentre Lippi, l’altro nome “caldo” per il dopo Ancelotti, ha fatto richieste eccessivamente onerose.Ancelotti è sempre stato amato dai tifosi giallorossi: nelle trasmissioni radiofoniche dell’etere romano, da Max Leggeri e Alessandro Paglia a Ilario DiGiovanbattista, infatti, si è sempre fatto il nome del tecnico rossonero come unico nome in grado di convogliare l’entusiasmo della gente per il dopo-Spalletti.
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