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Serie B, Modena: la crisi economica mette Amadei con le spalle al muro

Sabino Lops avatar Venerdì 28 Marzo 2008, 13:00 in Serie B di Sabino Lops
Il Modena è, tra le società della Lega (che, per chi non lo sapesse, riunisce le società di Serie A e Serie B), quella che per prima sta “pagando” i problemi legati ad una gestione economica non proprio “impeccabile”.

Il bilancio di esercizio 2007 è stato, infatti, chiuso dalla società gialloblu con una perdita di circa 2,7 milioni di euro: probabilmente anche per questa perdita, il Presidente Amadei ha dovuto registrare la marcia indietro della cordata interessata a rilevare la società.

A dir la verità, anche questa cordata, come quella di cui abbiamo parlato ieri per quanto riguarda il Treviso, è stata una cordata “misteriosa”, della quale si è saputo davvero poco.

Il perché di questi misteri legati al mondo del calcio mi risulta sempre molto…”misterioso”.

Fatto sta, però, che la situazione societaria è molto complicata.Ma come penserete voi, per 2,7 milioni di euro una società di calcio è in crisi? Bisogna, però, fare qualche precisazione.

Intanto va detto che Amadei ha ripianato il debito nella percentuale del 99,7% (la quota di sua proprietà), mentre il restante 0,3% è stato “coperto” dall’altro azionista, Giancarlo Guidi.
In questo modo, quindi, la società Modena non ha problemi di carattere economico, non essendo stato nemmeno necessario andare ad intaccare il suo capitale sociale.

Ma questa situazione è sintomatica di un malessere generalizzato nel mondo del calcio: i costi eccessivi costringono i proprietari delle società a mettere in continuazione mani al proprio portafoglio personale. Ma non tutti hanno le possibilità economiche di un Massimo Moratti o le spalle “coperte” da società come Mediaset, FIAT o Italpetroli (anche se nel caso di quest’ultima…).

Inoltre bisogna considerare che, sempre più spesso, gli “insuccessi” finanziari, vanno di pari passo con quelli sportivi che, a loro volta, vanno ad aggravare la situazione economica. Per fare un esempio, provate a pensare che cosa può voler dire, per una società “piccola” ritrovarsi con molti debiti: l’unica soluzione è quella di cedere i propri giocatori migliori, per “fare cassa”, e provare a ripianare i debiti. Ma senza i propri giocatori migliori, una società rischia di retrocedere, e, conseguentemente, perdere una buona parte delle proprie entrate, dovute al fatto che ci si ritrova in una serie inferiore, che attira meno sponsor, meno gente allo stadio, meno diritti televisivi eccetera eccetera. 

Con queste premesse, è normale che un Presidente, magari anche tifoso, cerchi di farsi da parte e sia disposto ad accettare, o quantomeno ad ascoltare, qualsiasi proposta di acquisto della società.

Con la conseguenza di finire col perderci un sacco di soldi.

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08 Lug 2008
alle 16:47

Angelo

Amadei non è un Presidente squattrinato ma è una persona seria ed economicamente solida. 

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